2009, un salone da ripensare

settembre 2nd, 2010 § 0

Milano ad aprile è tornata ad esibire la sua DesignWeek, attorno al Salone del mobile negli spazi espositivi della Fiera di Rho e al cosiddetto Fuori Salone, che – allestendo mostre, presentazioni e kermesse – ha pacificamente invaso ogni angolo disponibile della città: zona Tortona, Bovisa, Ventura o Brera.

Con ormai consolidato successo di numeri (in particolare alla Fiera);
conseguente movimento di persone ed economie (dal business specifico all’indotto); adeguata esposizione mediatica su magazines e newspapers di ogni genere e livello. In particolare le aziende leader hanno dato importanti segnali di vitalità, dal punto di vista del design e dell’impresa. Altre sono apparse in difficoltà (auto)sottoposte alla logica di sfornare ogni anno nuovi prodotti, quando non sostenuti da ricerca e innovazione, tendenzialmente piuttosto uniformi oppure un po’ esibizionistici (ma il mercato sembra essersene accorto da tempo, penalizzando in sostanza chi fatica a proporsi con una propria identità e reputazione). Qualche dubbio emerge invece dal punto di vista dell’offerta culturale, oltre che della qualità complessiva soprattutto del fuorifiera, dove si è visto tutto e il suo contrario. Non molto numerose le proposte che andavano al di là della pura presentazione di prodotto, nonostante il tema diffuso (in verità un po’ tradito) di quest’anno sia stato la sostenibilità ambientale. La mostra Well-tech dedicata al design tecnologicamente avanzato e per il real world; alcune mostre in Triennale, come le storiche su Cassina, BTicino, Christofle e Ponti; le installazioni di Moroso, Foscarini, Plank-Grcic o qualche presenza Made in Japan. Il sistema del design è una realtà complessa e articolata, che muove cultura, economie, energie creative; gli attuali modi della sua presentazione invece lo propongono spesso in modo semplificato. La questione sembra essere: è possibile immaginare un modello evoluto per la DesignWeek? In grado di produrre intrattenimento, ma anche di generare cultura, di fornire qualche chiave di lettura attorno a impresa, design ed economia, magari di essere rispettosa di persone, ambiente, città e cose. Sarebbe davvero un buon progetto.

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